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Manga: Intervista ad HAROLD SAKUISHI

Il sito ufficiale giapponese: http://www.beck.ne.jp
Il sito ufficiale TV Tokyo: http://www.tv-tokyo.co.jp/anime/beck/
Il sito ufficiale DynIt: http://www.dynit.it


Harold Sakuishi ha sempre amato la musica rock. E dopo dieci anni di carriera è riuscito a creare un manga basato sul rock. Sakuishi è sempre stato fedele alla sua casa editrice, Kodansha. La sua prima serie regolare, Gorillaman, iniziata nel 1989, è stata pubblicata in 19 volumi. Dopo altri due manga, Bakaichi (1995) e Stopper Busujima (1996), nel 1999 ha iniziato a scrivere Beck.

Questa è la traduzione di un intervista comparsa sulla rivista francese “le virus manga #06", in cui Harold Sakuishi è intervistato da Stéphane Ferrand e Sébastien Langevin.

Beck è iniziato nel 1999 su “Gekkan Shonen Magazine”. Cosa ti ha dato l'idea e lo spunto per raccontare questa storia e descrivere questo universo?

Il mio editor capo sapeva che amo la musica e il rock in particolare. Mi ha detto scherzando, che avrei dovuto fare un manga basato sul rock.. Io non ero per nulla interessato a quest'idea, perchè trattandosi di un fumetto, è impossibile inserire vera musica. Inoltre non esistono molti manga di successo basati sulla musica. Inizialmente non ho preso le sue parole seriamente: dato che amo il rock, ho però iniziato a pensare che sarebbe stato interessante accettare questa sfida.

Perchè hai chiamato il tuo manga “Beck”, dato che Ryusuke non è il protagonista principale? Sei un fan di Beck (Beck Hansen) e Jeff Beck?

Mi piacciono davvero questi artisti. Musicisti come Jeff Beck e Beck Hansen non sono molto famosi in Giappone: solo gli appassionati di rock li conoscono. Ho scelto il titolo “Beck” perchè potesse attirare l'attenzione dei fan del rock; il mio scopo era precisamente di far conoscere il mio manga a questo particolare tipo di persone. Il titolo sarebbe potuto essere diverso, in “Iggy” per esempio.

Beck assomiglia a Black Jack. È piuttosto incredibile per essere un cane...

Black Jack è in effetti parte dell'origine dell'aspetto del cane. Ma non è l'unica. C'è anche un cortometraggio di Tim Burton intitolato Frankenweenie. Il cane in quel film mi ha ispirato molto.

In Beck ci sono molti riferimenti a musicisti rock. Sono messaggi per i lettori?

Messaggi per i lettori... Questa è una domanda difficile. In ogni caso, credo che coloro che amano il rock apprezzeranno questi tributi ai musicisti. Amo quella che chiamo la filosofia del rock o il lato ideologico del rock. Vorrei che ciò accontentasse i lettori.

La maggior parte dei musicisti citati in Beck appartengono agli anni Settanta e Ottanta. È un tuo particolare interesse per questi periodi che giustifica le scelte?

Non ho mai avuto la precisa intenzione di seguire un percorso storico, ma penso che il rock del periodo dei Doors sia davvero più dinamico di quello di oggi. È possibile che io abbia fatto più riferimenti a quella musica piuttosto che a quella di altri periodi. Tuttavia, amo anche l'era dei Red Hot Chili Peppers. Non sono per nulla nostalgico degli anni Sessanta o Settanta; non sto dicendo che quella sia l'età d'oro del rock. D'altra parte, non posso neppure dire che il rock di oggi sia il migliore. Penso che ogni periodo abbia i suoi punti di forza.

Ryusuke è un giapponese nato negli Stati Uniti. Questo paese è il tuo punto di riferimento per il rock?

Quando si parla di musica rock, l'Inghilterra e gli Stati Uniti sono ovviamente le nazioni che non possono essere ignorate. Se ti piace il rock, devi per forza pensare a questi due paesi. Per esempio, se attorno a te c'è una persona che rappresenta la cultura rock di questi paesi, la osservi con ammirazione e gelosia. Quando devi parlare di rock hai bisogno di una persona simile. Ho un amico che ha abitato a lungo all'estero e che mi ha influenzato molto.

Il tredicesimo volume giapponese di Beck è stato venduto con un cd. Quale parte hai avuto nel progetto? E come hai partecipato all'adattamento della serie animata?

Ahahah!! In realtà non ho avuto niente a che fare con il CD. È stata un'idea del mio editor : è stato lui a seguire il progetto, non io. Per l'anime, dato che non sono uno specialista in quel campo, mi sono affidato staff di produzione. Per il momento, sto aspettando il risultato finale [l'intervista è stata rilasciata prima della fine della serie animata. NdR].

Quali mangaka apprezzi e quali ti hanno influenzato, per i disegni e la narrazione?

Questa è un'altra domanda difficile: mi piacciono così tanti mangaka... Ho letto manga fin da bambino... Non so se è conosciuto all'estero, ma amo Ikegami Ryoichi: Crying Freeman è stato persino adattato in film dal vivo. Se dovessi aggiungerne un altro, direi Kobayashi Makoto e il suo What's Micheal? Credo che questi siano i due autori che più mi hanno influenzato, ma amo anche i disegni di Otomo Katsuhiro e altri.

In Giappone sono fino a questo momento usciti 19 volumi di Beck [Nel 2004. NdR]. Scrivere una serie così lunga non ti causa nessun problema?

Come ho detto, non c'era nessun manga che avesse come argomento principale la musica. La cosa più difficile per me è stata integrare la musica nella narrazione in modo da farla diventare un elemento di intrattenimento. La mia principale preoccupazione è che il mio fumetto continui a piacere ai miei lettori.

Intervista tratta dalla rivista francese “Coyote”, di Beatrice Babignan.


In Giappone Harold Sakuishi è un vero fenomeno: ogni cosa che disegna ottiene grande successo. Già famoso per Gorillaman e Bakaichi, Harold è anche un grande appassionato di rock. Tra i suoi artisti preferiti vi sono Jimi Hendrix, Eric Clapton, Janis Joplin e i Red Hot Chili Peppers... Queste influenze musicali lo hanno portato alla creazione di Beck, che in Giappone ha venduto più di 350.000 copie a volume.

Quando sei nato e qual era il tuo gioco preferito da bambino?

Sono nato nel 1969... proprio nel momento dell'uscita di Let it be dei Beatles. Quand'ero un bambino ho giocato molto spesso a softball [uno sport simile al baseball. NdR].

Cosa ti ha spinto alla carriera di fumettista?

Mi piaceva disegnare fin da piccolo e ho sempre letto manga, così ho scelto questa strada con naturalezza durante l'adolescenza. Poi i miei maestri mi hanno insegnato il mestiere. Ma molti di noi diranno la stessa cosa: la vocazione compare spesso molto presto. In ogni caso, amo molto il mio lavoro, in particolare scrivere le sceneggiature.

Pensi che in Beck ci sia un personaggio che ti assomiglia? Come Yukio prima di “incontrare” il rock, hai avuto gli stessi problemi?

In generale, tutti i personaggi dei miei lavori condividono una parte di me stesso, sia che siano membri di un gruppo oppure un ribelle cattivo. Allo stesso tempo, non c'è nessuno che sia una mia copia esatta. Per quanto riguarda i problemi di Yukio prima del suo incontro con il rock... in realtà penso che tutti abbiano avuto esperienza di problemi simili: dopotutto l'adolescena è un periodo difficile, in cui ti senti solo e poco interessante.

Le scene dei concerti sono molto realistiche. Hai preso un modello per i luoghi in cui suona il gruppo?

Non direttamente, ma ci sono molti luoghi di quel genere in Giappone. Se li vedessi capiresti subito. Stiamo usando anche i nomi di locali americani e inglesi.

Sei ispirato da qualche altro autore? Come giudichi il tuo stile?

Sono diventato un mangaka leggendo molto, ovviamente. Sicuramente ho avuto qualche influenza, e per questo non sono davvero sicuro di avere un mio stile personale. È davvero difficile analizzare se stessi. Mi piacerebbe che siano i miei lettori a farmi sapere cosa ne pensano in proposito.

In che tipo di ambiente lavori, nel tuo studio? Secondo te quali sono le difficoltà del lavoro con uno staff di assistenti e come dividi i compiti?

L'ambiente è molto dinamico e in generale tutti quanti lavorano con grande entusiasmo. È inevitabile, perchè altrimenti sarebbe ingestibile. La maggior difficoltà del lavoro con uno staff è la integrare le capacità: ognuno ha un proprio talento particolare, ma anche dei difetti. Si deve quindi essere in grado di assegnare i compiti che si addicono di più ad ogni singolo assistente. Quando si assegna un compito è molto importante riconoscere le qualità dell'artista scelto, e questo richiede più energie e ragionamento di quanto si possa pensare. Per esempio molti sono bravi nei paesaggi o negli effetti di luce, mentre altri non hanno alcun talento per questo; si deve valutare la cultura e l'esperienza dei membri del proprio staff. Si può capirlo facilmente quando si chiede di disegnare un posto in cui si è stati: se per esempio chiedo a qualcuno di disegnare un Izakaya [un tipico locale giapponese. NdR] dopo che i clienti se ne sono andati, alcuni riusciranno a farlo molto velocemente mentre altri non avranno la minima idea di quale sia l'atmosfera giusta da rendere...



© Harold Sakuishi. All rights reserved.
First publisher in Japan by Kodansha Ltd., Tokyo.Publication rights for this italian edition arranged through kodamsha Lyd., Tokyo.
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Jacopo@manganews.it