| Manga:
recensione versione DyNit
Yukio “Koyuki” Tanaka
è uno studente di liceo qualunque, che conduce
una vita piatta e noiosa. Se ne rende perfettamente
conto, ma non riesce a fare nulla per cambiare. L'incontro
con Ryuusuke Minami, lo strano cane Beck e la sorella
Maho, e soprattutto la scoperta della musica, cambierà
tutto. Un manga sull'amicizia, la musica, i sogni...
Grazie a Dynit arriva finalmente in Italia Beck,
opera di Harold Sakuishi, pubblicato in Giappone da
Kodansha sulla rivista mensile “Shonen Magazine”
e giunto recentemente al 25° tankobon (il 26°
è atteso per aprile).
Benché pubblicato su una rivista per ragazzi,
Beck si è dimostrato fin da subito diverso
dai più tipici rappresentanti degli shonen
manga: nessun combattimento, nessuna strana trasformazione,
nessun ragazzino circondato da fanciulle più
o meno discinte. Piuttosto, Beck racconta la
storia di un ragazzo qualunque nel bel mezzo di uno
dei momenti della vita certo più complicati –
l'adolescenza – e lo fa con realismo, ben analizzando
sentimenti e comportamenti dei protagonisti, soffermandosi
in particolare sulle vicende di Koyuki, ragazzo quanto
più normale si possa immaginare, che ben presto
imparerà a farsi strada nella vita grazie alle
proprie qualità, nascoste o meno, e al complesso
di relazioni che riuscirà a creare con gli amici
e le altre persone con cui verrà in contatto.
Beck è anche un manga che ruota intorno
alla musica. Una sfida impegnativa per Harold Sakuishi,
che si è trovato a dover tradurre un linguaggio
come quello musicale in un medium che di primo
acchito sembra quanto di più lontano possibile
dal poter efficacemente riprodurre le stesse sensazioni.
Una sfida vinta in pieno, se è vero che l'autore
è riuscito a far uscire la musica da ogni tavola,
facendola letteralmente “sentire” ai lettori
(tanto che grande è stata la perplessità
di molti all'uscita della versione animata, che necessariamente
ha dovuto compiere delle scelte precise ed esplicite
per quanto riguarda la colonna sonora) e mostrandola
nella sua più pura fisicità. È
stata certo fondamentale la profonda conoscenza del
rock occidentale dimostrata da Sakuishi, che ha disseminato
il manga di citazioni e riferimenti più o meno
occultati a decine di artisti, dimostrando la sua passione
per questo mondo.
L'edizione italiana si dimostra di buon livello, come
da buona abitudine delle più recenti proposte
Dynit, con una rilegatura robusta e una carta che, seppur
non bianchissima, regge bene il nero e i retini. La
confezione è impreziosita da una sovracopertina
lucida di ottima qualità, dalle prime pagine
a colori su carta patinata, nonché da un segnalibro
e da una fascetta pubblicitaria che ricorda da vicino
le edizioni giapponesi. Come già annunciato in
precedenza, l'illustrazione di copertina del primo numero
corrisponde a quella del terzo volume originale –
raffigurante il protagonista Koyuki – scelta per
ragioni di maggior visibilità e riconoscibilità;
l'illustrazione raffigurante Beck sarà recuperata
con il numero 3.
È stato inserito un esauriente apparato di note,
sia per tradurre le numerose frasi in inglese presenti
in questo primo volume sia per fornire spiegazioni su
alcuni riferimenti culturali altrimenti poco comprensibili.
Del tutto positiva la scelta di mantenere suffissi onorifici,
utili a illustrare con efficacia i rapporti che si instaurano
tra alcuni personaggi. Da notare come, in controtendenza
con una scelta sempre più diffusa nelle edizioni
italiane recenti, siano state adattate non solo le onomatopee
ma anche le scritte e le insegne che compaiono numerose
tra le tavole. Unici possibili difetti segnalabili sono
alcuni refusi e il taglio imperfetto di alcune tavole,
difetti tutto sommato trascurabili per un'edizione più
che soddisfacente.
Una lettura caldamente consigliata, in attesa dell'imminente
uscita della versione televisiva, anch'essa offerta
da Dynit.
Si
ringrazia Dynit per il volume.

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