aggiornato al: 20/11/08
mappe contatti pubblicità collabora link us
prossime uscite
F for Manga
in corso
in arrivo
interrotti
conclusi
recensioni
letti da noi
prossime uscite
F for Anime
in corso
in arrivo
interrotti
conclusi
recensioni
visto da noi
 


I Racconti di Terramare Data: 24/04/07

I Racconti di Terramare: un altro Miyazaki è possibile?

Infine è successo: anche lo Studio Ghibli accoglie tra i suoi titoli un brutto film. Un pessimo film, per dirla tutta. Un film vuoto, inutile, privo di poesia e avvilente per lo spettatore e per chi l'ha girato. Sì, perchè Goro Miyazaki, regista di Gedo Senki, ha poche cose da dire e oltretutto le dice malissimo. Aveva visto giusto il padre Hayao, quando si era dichiarato contrario a che il figlio intraprendesse la carriera di regista. Per dirla tutta, sarebbe stato meglio se avesse insistito perchè Goro rimanesse a dirigere il Museo Ghibli, come ha fatto egregiamente negli ultimi anni, o a progettare parchi e giardini, come il suo percorso di studi gli ha insegnato. Certo così non sarebbe passato alla storia come l'autore che per primo ha interrotto la possente armonia dello Studio Ghibli con una nota stonata e del tutto fuori posto.

Gedo Senki è ispirato a The Farthest Shore (La spiaggia più lontana), terzo libro della saga di Earthsea di Ursula K. Le Guin. Sono ripresi personaggi e parte della trama, ma lo spirito e le motivazioni che fanno muovere il mondo di “Terramare” sono andati perduti. Quello di Goro Miyazaki è un film vuoto, una facciata dietro cui si nasconde il nulla: niente è detto della personalità delll'Arcimago Ged – personaggio centrale dell'intero ciclo di romanzi – e ancora meno comprensibili sono le azioni di Arren, ridotto a una macchietta psicopatica e in balia degli eventi, o di Therru, trasformata nello stereotipo della ragazzina isterica e ostile al protagonista maschile.

A tal proposito, scrive la Le Guin sul suo sito personale: “Gran parte [del film] è, penso, incoerente. Forse è dovuto al fatto che ho cercato di trovare e seguire la trama dei miei libri guardando una storia del tutto diversa, impersonata confusamente da persone con gli stessi nomi della mia storia, ma comportamenti, storie e destini del tutto differenti."

E ancora: “[...] gli autori giapponesi hanno usato i miei libri come fonte per i nomi e alcuni concetti, prendendo frammenti fuori contesto e sostituendo le storie con una trama del tutto diversa, incoerente e inconsistente. Mi meraviglio dello scarso rispetto mostrato non solo verso i libri ma anche ai loro lettori”.

È ovvio, letteratura e cinema sono due media diversi, con diverse regole e diverse esigenze. Un film tratto da un libro non deve necessariamente seguire passo per passo quello che è scritto sulla carta. Ma quando, come in questo caso, è lo spirito, il messaggio, l'ispirazione prima intorno a cui l'opera tutta è scritta ad essere travisata, semplificata e banalizzata, allora la critica è giustificata se non obbligata. Gedo Senki si apre con il giovane principe Arren che uccide il padre: il perchè lo faccia, le sue possibili motivazioni non vengono rivelate, non sono neppure fatte intuire. Una spiegazione è fornita solo verso la fine del film, quando fa la sua apparizione il “doppio” di Arren, ma è una spiegazione tardiva – perchè intanto la storia si è interessata d'altro, soffermandosi su spunti diversi – e debole: il “male dentro di sè” che era così ben illustrato nei libri della Le Guin (che ricordiamo essere stati scritti a partire dal 1968) è ridotto a un plot device trito, almeno quanto la rappresentazione del nemico Kumo/Aracne, che da alter-ego e rivale di Ged diventa solo l'ennesimo tiranno assetato di potere e vita eterna.

Se dal punto narrativo il film è una totale delusione, la parte visuale risolleva in parte gli animi. Anche senza l'apporto creativo di Hayao, lo Studio Ghibli annovera tra le sue fila alcuni tra i migliori professionisti dell'animazione giapponese e mondiale. Ennesimo esempio di come l'animazione tradizionale possa avere ancora molto da dire in un'epoca in cui i lungometraggi in computer grafica 3D sembrano essere la regola, ma che solo in alcuni casi hanno qualcosa di davvero interessante da raccontare, lo Studio ci consegna la consueta cura per le ambientazioni e i personaggi. E pur tuttavia, anche in questo caso il bersaglio non sembra essere ben centrato, come se – spinti dalla contrarietà di Hayao a questo film – gli animatori non avessero dato fondo a tutta la loro abilità, limitandosi a un uso manieristico di stilemi già visti. E così gli sfondi, soprattutto nelle scene campestri, non sono magici ed evocativi come in passato, mentre alcuni personaggi ricordano fin troppo altri protagonisti delle precedenti opere.

Come sarebbe stato Gedo Senki se fosse stato realizzato da Miyazaki padre negli anni Ottanta, come doveva essere all'inizio? Sarebbe ora acclamato come uno dei grandi capolavori Ghibli di quegli anni? Avrebbe preso il posto di Nausicaa, come affermato dal produttore Masako Shimizu? O sarebbe stata un'impresa difficile anche per Hayao trarre un buon film da una saga che fa della lentezza, del piano dispiegarsi degli eventi nel tempo, la sua cifra primigenia?

Certo è che se Hayao Miyazaki (classe 1941) deciderà infine di ritirarsi dalle scene, come ha già affermato di voler fare in passato, e se Isao Takahata (classe 1935) volesse seguirlo, il destino dello Studio Ghibli potrebbe non essere più così glorioso.


Il sito ufficiale Studio Ghibli: http://www.ghibli.jp/ged
Il sito ufficiale Lucky Red: http://www.luckyred.it/iraccontiditerramare





© 2006 Studio Ghibli, Inc. All Rights Reserved.
 
   


Le ultime 5 recensioni
24/04/07 I Racconti di Terramare
01/06/06 Ghost in the Shell: Stand Alone Complex
01/03/06 Brain Powerd
01/02/06 Aquarion
01/12/05 Blood+
01/12/05 Paradise Kiss
Altre recensioni >
 
mappe contatti pubblicità collabora link us
Questo sito e i suoi contenuti sono sotto Licenza Common Creatives .